05/09/2009
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La scomparsa del Presidente di Ormet Group S.p.A., geom. Dario Piccin
Annunciamo, con commozione e malinconia, la scomparsa del Presidente di Ormet Group S.p.A. geom. Dario Piccin, avvenuta nella notte di sabato 5 settembre, con le parole di ricordo dell’Amministratore Delegato rag. Gabriele Gallio.
“Ho un’intuizione, un’idea che mi sembra buona. Vuoi aiutarmi a trasformarla in progetto e a tentare di concretizzarlo? Vuoi che partiamo? Sono convinto che con l’impegno e la passione ce la possiamo fare e, se per caso, non fosse possibile, se non altro, ci avremmo provato, ma avremmo però acquisito esperienze e conoscenze per poter affrontare, ancora meglio, nuove sfide”.
Questo era Dario Piccin.
Il suo metodo naturale era avvicinare alla tradizionale attività dell’impresa, con passione ed entusiasmo, l’innovazione, lo sviluppo e l’evoluzione di tecnologie e processi, che affrontava con estrema curiosità e caparbietà, coinvolgendo sapientemente esperienze diverse, stravolgendo schemi consolidati, approfondendo e realizzando nuovi sistemi e tecniche di lavoro che sperimentava e testava sul campo e per le quali poi si batteva orgogliosamente, come un leone, nella certezza di avere, da buon imprenditore, una opportunità in più da proporre, sicuro di poter ottenere ottimi risultati e fare quindi bella figura.
In questa ottica sono nati i lavori speciali, i treni cantiere attrezzati per il rifacimento delle gallerie ferroviarie, la idrodemolizione, ma anche, visto che per lui i confini non erano dei limiti, ma degli stimolanti riferimenti da cui guardare oltre, le officine e le costruzioni meccaniche e l’azienda agricola per fare del buon vino.
Dario Piccin era uomo da barca a vela. Polso fermo e pronto sul timone per assaporare il gusto di imbrigliare e dominare il vento, debole o forte che fosse, per andare più in là, più avanti degli altri, o almeno provarci.
Non sempre è stato facile seguirlo, tanto era il suo impeto, tanta la sua energia, tanto il suo entusiasmo. Era uomo riservato e schivo, che però aveva una capacità innata nel coinvolgere e valorizzare le persone, che lui diceva “giuste” e sapeva apprezzarle oltremodo, specialmente quando in loro vedeva impegno, inventiva e serietà, che considerava valori massimi.
Tutti i dipendenti e i collaboratori, di oltre 40anni di attività, in questi giorni, mi hanno avvicinato pregandomi di farmi interprete, presso la signora Margherita, Barbara, Massimo ed il piccolo e adorato Tommaso, della loro addolorata partecipazione e del loro sincero grazie per le opportunità che il loro Caro ha dato a tutti.
Dario Piccin non era uomo da smancerie o da grandi discorsi, ma era di carattere. Bisognava essere concreti, per stare con lui. Poche parole, pochi e trasparenti numeri, ma idee e programmi chiari e …… avanti. Sono sicuro che anche adesso, se potesse parlarci, probabilmente con un po’ di commozione, ci direbbe: “vene finì de far ciacoe? Quand’eo che partin?……” Purtroppo, questa volta, non possiamo venire.
Chiesa di Sant’Andrea di Bigonzo in Vittorio Veneto, 8 settembre 2009
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